Anticipazioni e curiosità su Sangue, l’Ep di Orfeo in uscita ad Ottobre

Con Federico Reale, in arte Orfeo, ci abbiamo chiacchierato qualche tempo fa.

Non volevamo dare troppe informazioni su Sangue, il suo primo Ep a cui stava lavorando e che uscirà ad Ottobre, ma dato che Settembre scorre, dato che non riusciamo a trattenere la nostra curiosità e dato che Orfeo suonerà al Concrete Jungle Fest il prossimo 27 Settembre, gli abbiamo chiesto qualche anticipazione sul suo nuovo lavoro, ovviamente non vedendo l’ora di poterlo ascoltare live.

Ps= vi consigliamo di accompagnare la lettura dell’intervista con Neve, un suo bellissimo pezzo che qualche mese fa Orfeo ha potuto suonare live in occasione di Sofar Sound, famosa piattaforma che porta diversi artisti a suonare live nei salotti di tutto il mondo.

 

Sangue è il titolo del tuo primo Ep, che uscirà ad Ottobre. Quanto è stato bello e quanto è stato faticoso arrivare a dire “ok, è finito”?

Quando ho finito Sangue la mia reazione, in realtà, non è stata subito “che bello, finalmente l’ho finito”, anzi, è stata più un “dai facciamone subito un altro!”. Non ho neanche avuto il tempo di capire che fosse veramente un bell’Ep che stavo già pensando a che canzoni mettere nel prossimo. Questo fa capire quanto la fatica sia passata in secondo piano rispetto al divertimento e alla soddisfazione.

Conoscendo la tua cifra stilistica e musicale immagino che ascolterò delle tracce lente, nostalgiche e molto evocative, è così? Cosa ti ha ispirato?

Nostalgico lo è perché le figure che si muovono nei brani sono figure che ricercano sostanzialmente qualcosa che non necessariamente possono avere; la musica però per com’è stata eseguita e arrangiata aiuta questo sentimento ad essere più leggero ed è un bellissimo risultato.
Cosa mi ha ispirato? Devo dire che sono molto affascinato dall’universo femminile, è facile ispirarsi.

Hai avuto la possibilità di suonare al Sofar, com’è stato?

Trovarsi in una casa piena di gente che ti ascolta con estrema attenzione è un’ esperienza unica. L’idea del Sofar è geniale e i ragazzi che lo organizzano meritano veramente tutta la stima possibile, si percepisce serenità e poca aspettativa (e di conseguenza poca pressione) e questo fa sì che gli artisti diano il meglio. Quando si suona in giro raramente si crea un’ alchimia tra pubblico e artista come quella che si crea nei concerti organizzati da Sofar. Quando ho finito mi sentivo apprezzato e credo sia il meglio per chi suona.

Facciamo finta che dalla stazione di Melzo partano treni velocissimi e che riescano ad arrivare ovunque (o quasi) nel mondo. Dove andresti e perché?

Andrei a Londra perché è una città che mi rilassa molto e non sento nessuna fretta quando sono lì. Ho la sensazione di sentirmi in un posto pieno di idee e nello stesso tempo, se mai ne avessi necessità, in un posto dove si può fuggire dalle idee stesse, per non pensare a niente.

Scriverei pochissimo probabilmente, ma quel poco potrebbe essere talmente bello da cambiarmi.

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